Nei documenti per lo sbarco in borsa resi noti martedì scorso, Twitter ha svelato un modo poco conosciuto attraverso il quale il social network guadagna ogni anno 47,5 milioni di dollari: vendendo dati dei suoi utenti a società di analisi. Le entrate provenienti da questo settore se paragonate a quelle delle pubblicità sono ancora molto basse, tuttavia questo business sta diventando contagioso. I commenti degli utenti durante le dirette di programmi e grandi eventi sta creando un enorme ecosistema, utile come strumento per comprendere gli andamenti dei programmi ai produttori, a Hollywood, ai maggiori inserzionisti e anche a diversi hedge fund.
"L'impatto economico di Twitter è molto più grande di qualsiasi altra cosa sia stato inserito all'interno dei documenti dell'Ipo", ha detto al Wall Street Journal, Rob Bailey, amministratore delegato di Data Sift, una società che analizza dati provenienti dai social media. Un sistema che con il passare degli anni sta diventando sempre più grande: le Nazioni Unite usano algoritmi derivati da Twitter per definire con precisione i punti caldi del mondo in cui c'è fermento politico. Gli uffici delle risorse umane analizzano i dati per valutare i candidati per un lavoro.
Molti altri gruppi usano e vendono i dati dei loro iscritti, inclusi Yahoo!, Tumblr, Facebook e Instagram, ma Twitter - grazie alla sua copertura live - è diventato il colosso di questo settore. Per capire la grandezza e il possibile giro d'affari basti pensare che addirittura la biblioteca del Congresso ha iniziato a catalogare i tweet. Anche Facebook, principale rivale della piattaforma di microblogging californiana, sta cercando di entrare in questo settore. ha infatti siglato alcune collaborazioni con gruppi che offrono dati aggregati delle conversazioni in diretta dei consumatori su diversi argomenti caldi.
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