venerdì 28 febbraio 2014

Social media ed editoria: l'ebook - Vanity Fair.it





Un po’ di tempo fa ho intervistato acumi protagonisti dell’editoria italiana e straniera perché, da lettrice appassionata ed esperta di social media, ero interessata a capire il valore e le modalità della promozione social di libri e autori.

Serve, twittare anteprime e anticipazioni? Serve il dialogo con gli autori? Serve utilizzare Facebook, Tumblr e mettiamoci pure Pinterest e Instagram per incentivare il passaparola che è, da sempre, la linfa di ogni libro?

I post sono stati molto letti e molto condivisi e gli intervistati molto generosi: per non pubblicare articoli infiniti, infatti, ho dovuto tagliare buona parte delle interviste, che pure erano interessanti.

E quindi ho iniziato a pensare di ripubblicarle integralmente facendone un ebook. Self published, perché volevo che uscisse subito e, parlando di editoria, non volevo marchi di editori.

Aggiungendo, però, una decina di interviste ad amministratori delegati e direttori editoriali delle case editrici. Quelli che impostano le strategie, quelli senza il cui impulso il cambiamento, nelle modalità di comunicazione di un libro, non potrebbe avvenire.

E inserendo anche, in una sezione chiamata Ipse Dixit, i tweet più divertenti degli scrittori, come questo della Rowling



Poi, mentre lavoravo al progetto, mi ha chiamato un’amica che lavora per SOS Bambini e mi ha detto:

“Che belli i tuoi post con i libri sul comodino. Lo sai che per i nostri bambini, negli orfanotrofi, avere un comodino è un sogno, perché nella loro vita comunitaria sarebbe finalmente un posto privato, che appartiene solo a loro?”.

A quel punto mi sembrava che il cerchio si fosse chiuso da solo. Ho finito l’ebook, l’ho messo in vendita e ho deciso di devolvere tutto il ricavato a SOS Bambini. Per comprare qualche comodino e magari, un giorno, metterci anche sopra un bel libro.

Ve ne parlo perché è un progetto nato qui, su questo blog e che sta andando molto bene, visto che a oggi, in Italia, non c’era una raccolta di voci autorevoli – sono 21 – che raccontasse il cambiamento nel modo di promuovere i libri e parlare di lettura e scrittura sui social media.

Ve ne parlo anche perché così, se vi interessa, potete acquistarlo e contribuire sia al dibattito su come sta cambiando l’editoria – su Twitter, con l’hashtag #21voci – che alla raccolta di fondi.

Lo trovate qui, qui e qui. Io aspetto i vostri commenti di lettori – comprate libri dei quali avete letto sui social media? Accettate suggerimenti di lettura dal vostro network su Facebook e Twitter?

E al dibattito aggiungo solo quello che ho scritto nell’introduzione:



I libri sono connessioni fra le persone; lasciarli liberi di muoversi è tutto quello che dobbiamo fare.








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