martedì 14 agosto 2012

CIO vs Twitter e il muro abbattuto da una 16enne…



Provare sapendo di perdere è un concetto molto olimpico e forse questo era lo spirito del CIO quando sono state scritte le tanto discusse linee guida per l'utilizzo dei social network da parte degli atleti. È stato un po' come bloccare Napster per stupirsi poi della nascita di eMule e Torrent, nel solito mondo che corre a due velocità: quello del "fatta la legge trovato l'inganno", una linea di pensiero tanto italiana quanto "social"...


Lasciate perdere la tristezza del tweet sul padre di Daley e anche le fesserie omofobe di Papachristou e Morganella, ma prendete invece la simpatica innocenza di una 16enne come McKayla Maroney, ginnasta statunitense di gran classe che ha continuato a twittare tranquillamente lungo tutti i Giochi senza filtri, esaltandosi all'arrivo a Londra, raccontando la sua emozione e la sua tristezza dopo quell'argento al volteggio che doveva essere oro e proseguendo poi con i commenti delle gare delle compagne di squadra e tutte le avventure del villaggio olimpico.


Le Olimpiadi su Twitter: McKayla Maroney e non solo...


Tutta la ginnastica artistica alle Olimpiadi di Londra


Innocente? Sì. Illegale? Volendo applicare la norma alla lettera probabilmente sì, visto che in teoria sarebbe stato vietato condividere qualsiasi tipo di informazione sugli atleti olimpici e sulle gare olimpiche, ma ovviamente non si possono controllare tutti né tantomeno squalificare tutti e sarebbe surreale solo pensare di farlo.


Era tutta una questione di paura fin dall'inizio. Paura del fatto che si parlasse su Twitter - ad esempio -del sesso nel villaggio olimpico (fatto), paura del fatto che ci si insultasse su Twitter (fatto, e squalificati), paura - soprattutto - del fatto che gli atleti superassero l'ultimo vero limite invalicabile, quello dei diritti tv, quello dei soldi. Questo non è avvenuto ed è il motivo per cui, alla fine, la museruola ha funzionato, ma è solo questione di tempo... Arrivederci a Rio!







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