Kim Dotcom, creatore e fondatore di Megaupload ha dichiara su Twitter che il famosissimo servizio tornerà presto online: “SOPA è morta. PIPA è morta. ACTA è morta. MEGA tornerà più grande. Migliore. Più veloce. Libero da accuse e schermato dagli attacchi”.
Nonostante la sentenza per estradizione fissata per il prossimo Marzo, Kim Dotcom non dorme sugli allori e progetta un nuovo servizio, erede di MegaVideo e MegaUpload. Il nuovo sito, che dovrebbe essere lanciato entro la fine dell’anno, si chiamerà MegaBox e promette una piccola rivoluzione in quello che è l’accanito mercato discografico.
Kim Dotcom è al momento agli arresti domiciliari nella sua lussuosa dimora in Nuova Zelanda, ma non sembra abbattuto dalla detenzione e dalla chiusura di Megaupload e di Megavideo. E forse il fondatore di Megavideo ha ragione ad essere di buon umore, ha infatti da poco segnato un punto importante, le autorità giudiziarie che si occupano del caso Megaupload hanno accusato l’FBI di procedura d’arresto illegale.
Il servizio Megaupload è stato chiuso il 19 gennaio 2012, messo sotto sequestro dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America con le accuse di violazione di copyright e pirateria. Tutti coloro che provavano ad accedere al servizio trovavano l’avviso dell’Fbi della chiusura del sito.
Dopo alcuni mesi fiorirono altri servizi come Cacaoweb e Putlocker che pur non essendo veloci come Megavideo e Megaupload offrivano servizi molto simili.
La chiusura di Megavideo fu interpretata da molti come un attacco verso Kim Dotcom per evitare l’apertura di un nuovo servizio di filesharing musicale, Megabox. L’idea di base di Megabox è quella per cui ogni intermediazione tra autori e utenza possa decadere. Il guru della pirateria internazionale intende dar vita ad una piattaforma nella quale gli artisti possano rivolgersi direttamente al proprio pubblico con la garanzia di poter detenere il 90% degli introiti. Lo smacco è tutto contro l’industria discografica, la stessa che ha fomentato il raid contro Dotcom, e la stessa che ora potrebbe vedersi la vendetta servita sul piatto del mercato. Ma se la fibrillazione degli utenti non è vana, la vendetta potrebbe essere addirittura doppia: “Si, anche Megabox arriverà quest’anno” ha cinguettato Dotcom e subito è scattato il toto-interpretazioni. Cosa avrà voluto dire? Ci sono altri progetti in cantiere? Punta davvero al rilancio di Megaupload o sono solo proclami? E come si evolveranno le cose sul piano legale?
Ora l’impressione è che accanto al progetto Megabox, King Dotcom preveda di lanciare un sito simile a Megaupload, che faccia da traino a Megabox, ma allo stesso tempo si serva dell’esistenza di un servizio al 100% legale per sostenere la sua lotta contro le multinazionali dell’entertainment che lo hanno trascinato in tribunale e provocato il sequestro di Megaupload e di molte delle sue proprietà personali. Quel che è certo è che il boss del file hosting è pronto a tornare e intende farlo in stile Mega, come ha sempre fatto.
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