martedì 14 agosto 2012

Perchè le Olimpiadi ci dicono che in Italia la “social-politica” non esiste - L'Unità


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Una medaglia in più di Pechino e l’entusiastica dichiarazione di Petrucci su un risultato che ci fa entrare di diritto nel G8 dello sport mondiale. Questo il rendiconto finale di un’Olimpiade che per l’Italia ha il sapore del cloro e della beffa e di giudici troppo generosi con i nostri più diretti competitor.


E poi ci sono i social network a stabilire una nuova classifica.

Lo avevamo annunciato che sarebbero state le prime social-olimpiadi, ma non servivano grandi annunci viste le tendenze degli ultimi anni ed il rapporto stretto e connesso tra sport-televisione-social network.


Questa la classifica stilata da allfacebook.com


1) Jamaica

2) Switzerland

3) Russia

4) Netherlands

5) Spain

6) Great Britain

7) Serbia

8 ) United States

9) France

10)Brazil


E L’Italia? Non pervenuta. Proviamo allora a vedere tra gli atleti, forse li dovremmo trovare la super Pellegrini o Alex Schwarz, diventato noto per quella brutta storia di doping. Nulla di tutto ciò, nella top 5 troviamo:


1)Camille Muffat

2)Automne Pavia

3)Yannick Agnel

4)Tony Estanguet

5)Koji Murofushi


(questa classifica si basa su: engagement — likes, commenti e shares)


Insomma l’Italia continua a scontare un ritardo ed un’assenza nell’utilizzo dei social media non solo durante i grandi eventi mondiali televisivi e di intrattenimento, ma anche in molti altri settori dell’informazione.


Viene difficile pensare, con questi e altri dati sotto gli occhi, ad un’ Italia pienamente digitale e utilizzatrice di social media/network anche e soprattutto in vista della prossima campagna elettorale e stagione politica che, ne sono sicuro, sarà ancora una volta una questione di pochi e ristretti circoli di giornalisti e comunicatori che, con non poche difficoltà, proveranno a raccontarci una democrazia 2.0 che forse ancora non c’è davvero.







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