Il segretario de La Destra si alza alle 7 del mattino per usare il social network e non smette prima delle 11 di sera. Polemiche, insulti, commenti e battute al ritmo folle di un messaggio ogni 2 minuti e mezzo
Che i politici italiani abbiano un debole per Twitter è cosa nota, eppure in certi casi si sfiora la dipendenza da social network. Il segretario de La Destra Francesco Storace rischia infatti di battere i record di utilizzo del sito dell'uccellino blu, tanto è assiduo nell'inviare messaggi a manca e (soprattutto) a destra, con una frequenza che fa sospettare non abbia al momento migliori occupazioni.Nella sola giornata di mercoledì otto agosto, presa a solo scopo indicativo, l'ex presidente della Regione Lazio ha inviato 353 messaggi: il primo alle 7 e 08 minuti e l'ultimo alle 23 e 55. Facendo qualche conteggio, significa che nelle diciassette ore di veglia ha mandato un messaggio ogni tre minuti scarsi.
Che cosa abbia poi da twittare con tanto accanimento Storace è difficile da spiegare. I cinguettii che manda spaziano dalla segnalazione di articoli allo spam a testate e giornalisti, dagli appelli contro Alemanno e Zingaretti ai litigi con gli utenti che lo criticano.
Si parte di prima mattina con un'uscita da 'piacione' con la deputata del Pdl Laura Ravetto ("dove ci vediamo questa sera? E' un appuntamento?") e si ingrana subito con un giro di tweet rivolti a testate e telegiornali di ogni orientamento: "Qualcuno rintracci Nicola Zingaretti, presidente pd della provincia di Roma. Da ieri non si hanno più tracce".
Il resto della mattinata prosegue in dibattiti più o meno intensi con sostenitori, politici e giornalisti. "Lo vedi che se ti sforzi sei capace anche tu di non scrivere minkiate...?", scrive rivolgendosi al deputato del Pd Mario Adinolfi, per poi passare a un retweet velenoso contro il sindaco di Roma: "Alemanno, in zona porta di Roma ci sono 10 metri liberi per installare un altro autovelox..ma chi li fabbrica sti autovelox?? Tu fratello ??".
Ma il meglio si raggiunge alle 15 e 54, quando l'utente Francesca scrive "Pd e Pdl. Ormai la differenza sta nella l. Io non voto questa gente". Un messaggio non rivolto a Storace che però, vigile e all'erta, interviene a caccia di una potenziale elettrice: "aggiungi una d e voti La Destra", salvo poi ottenere la secca risposta "mi dispiace ma sono rossa".
Non è però il momento di perdersi d'animo, perché alle 4 e 22 è ora di redarguire il ministro Terzi perché "avete abbandonato i marò al loro destino". Poco più di un'ora e decine di messaggi dopo, una nuova ondata di spam a politici e testate giornalistiche: l'argomento è sempre il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti: "Ma dove si sarà cacciato il silente presidente della provincia di Roma dopo lo scandalo disabili #tagliasuzingaretti".
L'ondata di messaggi si fa sempre più intensa, tanto che anche i più volenterosi iniziano a cedere. Stefano Pedica, senatore dell'Idv, prova a rispondere a un tweet ma ammette "sarò tardivo, ma così non capisco le risposte. A chi rispondi? E' un casino seguire un filo logico". Impossibile dargli torto, sono le 19 e 20 e abbiamo superato i 250 tweet.
Le ultime ore sono più tranquille, ma non meno intense: i soliti battibecchi con gli utenti più critici, un 'a sola!' riferito simpaticamente a un consigliere del Pd al comune di Roma e così via. Alla fine della lunga giornata il commento più azzeccato sembra quello di Gaetano: "Meno twitter caro Storace e più lavoro: ora la multano per eccesso di frequenza", a cui non è mancata la risposta del diretto interessato "E' un problema mio". Ammettere di avere un problema è il primo passo verso la guarigione.
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