venerdì 30 novembre 2012

PA su Twitter, cinguettio ancora debole



PA su Twitter, cinguettio ancora debole



di Teresa Barone


venerdì 30 novembre 2012




Gli enti pubblici non sfruttano Twitter quanto potrebbero: pochi account e comunicazione ancora carente secondo l’edizione 2012 di #TwitterPA.

La presenza della Pubblica Amministrazione su Twitter è ancora molto limitata, con meno di 300 account registrati e per la maggior parte tenuti inattivi: un quadro della situazione che mostra come il connubio con i social network sia ancora lontano nonostante tutte le buone premesse dell’Agenda Digitale.


A fornire qualche dato preciso sull’utilizzo di Twitter da parte degli enti pubblici italiani è l’edizione 2012 di #TwitterPA, il testo che racconta l’utilizzo del social nwtwrk nelle PA italiane sviluppato da Giovanni Arata in collaborazione con Nexa Center for Internet & Society del Politecnico di Torino.


Comuni, Province e Regioni non hanno ancora imparato a trarre beneficio da questa piattaforma di microblogging che si affianca a Facebook: sono solo 236 le amministrazioni comunali, a esempio, ad utilizzare un account su Twitter, mentre i Ministeri sembrano proprio non essere interessati a comunicare con gli ormai celebri "cinguettii”. Solo per citare alcune cifre, il Comune di Torino vanta più di 50mila follower , mentre il Comune di Napoli ne conta 12mila.


Secondo il rapporto, inoltre, viene a mancare la stessa capacità di utilizzare Twitter al meglio potenziando la comunicazione con gli utenti, basti pensare che nel 40,5% dei casi il social network non viene usato direttamente ma solo attraverso l’importazione automatica dei "post” attraverso Facebook o i siti ufficiali degli enti. Giovanni Arata sottolinea gli elementi più eclatanti scaturiti dallo studio:


«Il Rapporto 2012 presenta due elementi di particolare rilievo, uno in positivo ed uno in negativo. In positivo: cresce in modo sensibile la capacità delle PA di usare le funzionalità sociali del social; l’impiego della funzione di retweet è complessivamente più che raddoppiata [dal 15% al 33,3% del campione], quella dell’hashtag quasi triplicata [dal 15,6% al 42,3% del campione] e anche le mention sono usate in maniera molto più estensiva, con una crescita dal 7,5% al 23,4%. In negativo, i dati empirici mostrano una sempre più forte polarizzazione tra realtà grandi e quelle piccole a tutti i livelli: frequenza di aggiornamento, uso funzioni evolute, interazione coi cittadini. Esiste insomma una sorta di digital divide su base dimensionale che penalizza i piccoli.»







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