Quanto i vari Facebook, Twitter, LinkedIn e via dicendo abbiano spopolato sul Web è persino superfluo raccontare, ma fra i molti risvolti del fenomeno "Social" c'è un aspetto di cui si parla ancora poco, ovvero l'utilizzo che ne viene fatto all'interno delle aziende. Di questo tema, destinato ad assumere crescente rilevanza nel prossimo futuro, si è occupata un'interessante ricerca condotta da Andrea Albanese, docente dello SNID (il Master in Social Networks Influence Design del Politecnico di Milano). Lo studio si chiama “Social Media Effectiveness Use Assessment”, ed è stato effettuato tra luglio e novembre di quest’anno su un campione di oltre 3500 utenti in circa 2800 aziende. Un'indagine analitica, appunto, sull’effettivo utilizzo dei Social Media all’interno delle aziende italiane, andando a evidenziarne criticità ed esigenze. All'interno del campione è innanzitutto emersa una buona consuetudine con i social network, se è vero che il 36,42% li utilizza da oltre 5 anni, il 39,13% da circa 3-4 anni, il 18,09% da 1-2 anni e il 6,35% da meno di un anno. Tuttavia, il 53,33% ha dichiarato di non dedicarci più di 1 ora al giorno, mentre il 31,42% supera i 60 minuti quotidiani. Un utilizzo che nella maggior parte dei casi è spalmato nell’arco di tutta la giornata.I dati emersi evidenziano altresì come alle attività di gestione dei social media siano dedicate nelle aziende da 1 a 2 persone nel 56,18% dei casi, dalle 3 alle 5 per il 14,86%, dalle 6 alle 10 per il 3,44% e oltre 10 nel 4,17%. Nel 21,35% dei casi non vi è stata dedicata alcuna risorsa. Inoltre, solo il 6,8% delle aziende dichiara di avere un team dedicato alle attività social, mentre il 29,3% sostiene di disporre di risorse dedicate alle attività dei social media e il 18,30% sostiene che più persone lavorino a tempo parziale per i social. Ed ancora, il 14,8% si fa invece supportare da agenzie esterne mentre il 18,50% si affida a persone che autonomamente supportano l’azienda in questo tipo di attività. Infine, il 35,9% dichiara di trovarsi ancora in una fase di studio e comprensione di quanto vada fatto. C'è da dire che la gestione dei social media in azienda avviene ancora oggi in maggior misura via pc o computer portatile/laptop (98,30%); si fa strada, ma non è ancora utilizzato in pari misura, lo smartphone (64,30%), mentre il tablet è ancora appannaggio di meno della metà del campione (43,80%). In ogni caso il differenziale si assottiglia, specie se si va ad analizzare l’utilità percepita di ogni singolo device: se al pc sono assegnate 5799 preferenze, gli smartphone ne raccolgono 4344 e i tablet 4028.
Quanto alla classifica di gradimento dei social media, è guidata da Youtube con un punteggio medio di 4,9 in una scala da 1 (inutile) a 5 (eccellente), seguito da LinkedIn (4,02), Twitter (4,01) e Facebook (3,96). Al riguardo una tendenza interessante, specie se confrontata con la situazione di qualche anno fa, è il sempre più frequente impiego di social network per comunicazioni mirate a pubblici particolari o locali, come SlideShare, Pinterest, Google+, Flickr, Foursquare e Viadeo. Oltre ai social media, i rispondenti dichiarano di utilizzare anche altri canali di interazione sociale più tradizionale, quali blog (70,64%), forum (55,06%), Chat/IP (48,39%) e Wiki (28,65%). Il 28,92% dichiara invece di non utilizzare altri canali. Al primo posto tra gli obiettivi di chi utilizza i social media in azienda, troviamo la valorizzazione del brand (71,28%), seguita dal potenziamento della propria comunicazione (70,59%) e dalla creazione della community (44,90%). Inoltre, relativamente al comportamento degli utenti, la necessità di ottenere un ritorno economico di breve periodo cede il passo alle cosiddette attività di "engagement", ovvero avere commenti pubblicati dai lettori, iscrizioni alle newsletter nonché ripubblicazioni e condivisioni.
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