martedì 18 dicembre 2012

Social TV e dati d'ascolto: Twitter e Nielsen preparano la rivoluzione


Social TV e dati d’ascolto: Twitter e Nielsen preparano la rivoluzione


Novità in vista per il mondo della televisione e della cosiddetta social TV: presto sarà possibile misurare il gradimento di un programma televisivo a partire dall’analisi dei Tweet che genererà. E non stiamo parlando del mero conteggio degli hashtag associati ai programmi (per esempio #serviziopubblico, #piazzapulita, #lapiùbelladelmondo, etc.).


Nielsen, la società che misura e diffonde i dati di ascolto dei programmi televisivi negli USA, ha stipulato un accordo con Twitter che potrebbe rivoluzionare il marketing e il futuro della TV. Il prossimo autunno accanto ai classici dati già forniti da Nielsen (in Italia da Auditel) ci saranno anche quelli derivati dall’analisi delle conversazioni su Twitter durante la trasmissione dei programmi televisivi.


Una vera e propria rivoluzione se si pensa che in Italia, ad esempio, lo share viene calcolato da Auditel su un campione di appena 5.163 famiglie , che corrisponde a circa 14mila individui. E se consideriamo gli investimenti pubblicitari che ruotano intorno ai programmi più visti (senza dimenticare i costi di questi ultimi), possiamo renderci conto di quanto siano vaghi questi numeri in un paese che conta 60 milioni di abitanti. Perciò, affiancando ai dati che tutti conosciamo quelli rilevati grazie alle conversazioni online, potremo avere una visione d’insieme molto più ampia, senza contare il fatto che al dato meramente quantitativo si potrà sommare anche un’analisi qualitativa.


Sì, perché già da tempo esistono centri di ricerca come Bluefin Labs (affiliato al MIT) che analizzano il contenuto dei commenti pubblicati su Twitter durante la trasmissione dei programmi televisivi. L’analisi dei Tweet di Bluefin Labs è semantica e si concentra sul gradimento, per cui è in grado di rilevare anche se un programma piace o no. Sotto la lente, inoltre, non vengono messi solo i programmi televisivi ma anche gli spot commerciali.


E qui viene il bello: i dati rilevati da Bluefin Labs sono importanti soprattutto per gli investimenti pubblicitari, dal momento che indicano con chiarezza se uno spot è gradito e se il contesto in cui viene trasmesso lo valorizza o lo annulla. È possibile sapere quali sono gli show più visti dai consumatori di birra o di vino e spesso si scoprono affinità imprevedibili tra determinati prodotti e programmi televisivi.


Anche Bluefin Labs ha il suo sistema di analisi dei dati (peraltro già adottato da molti canali televisivi e brand) ma è lecito pensare che quello elaborato da Nielsen insieme a Twitter diventerà lo standard di riferimento, in virtù dei ruoli di leadership nel mercato rivestiti dalle due parti coinvolte. E non è da escludere che anche Twitter e Nielsen si dotino di strumenti di analisi qualitativa come quelli di Bluefin Labs.


Una cosa è certa: nei prossimi mesi le conversazioni online, i nostri Tweet pubblicati un po’ per gioco e un po’ per narcisismo, giocheranno un ruolo fondamentale nel marketing, nella pubblicità e perfino nella creazione di nuovi format televisivi.







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