Economia Venerdì, 30 Novembre 2012 17:02
SVELATO IL MANUALE DEL BRAVO «VALUTATORE» DI SITI
Vita da «rater»: 11 euro all'ora per far funzionare a dovere l'algortimo di Mountain View
Google è il primo motore di ricerca grazie alla matematica. Ma dietro i numeri ci sono uomini e donne sempre al lavoro
MILANO - Dei fantasmi si aggirano nell’asettico mondo degli algoritmi di Google. Sono gli spettri della soggettività umana. Se infatti da un lato ci sono i grandi data center che impilano server e processori, dall’altro c’è anche un piccolo esercito di persone in carne e ossa, di lavoratori della conoscenza che, dai loro salotti, dalle cucine, dai bar dotati di Wi-Fi, aiutano a rifinire PageRank, il sistema del motore di ricerca che esamina la rilevanza di un sito e determina il suo posizionamento tra i risultati di una query. Si chiamano Google Quality Raters, “valutatori della qualità”, e sono sparsi in tutto il mondo perché lavorano online, da casa, attraverso l’intermediazione di altre società.
IL MANUALE - Di tanto in tanto emergono dettagli sul loro mondo, fino ad oggi poco conosciuto ai più, così come vengono pubblicati parti del loro manuale, un libro di istruzioni che li deve guidare nel difficile compito di giudicare la pertinenza e la qualità di un sito web in relazione a una determinata ricerca. L’ultima a essere entrata in possesso del prezioso testo – 160 pagine, che vengono continuamente aggiornate – è la testata The Register, che apre alcuni squarci sul “lato umano” di Google. I raters della grande G devono prendere in considerazione fattori come la rilevanza, il grado di contenuti spam, cioè spazzatura, e la qualità di un sito. La rilevanza di un contenuto ad esempio è misurata attraverso una serie di indicatori decrescenti: si parte da “vitale” per passare a “utile”, quindi “rilevante”, “abbastanza rilevante”, “fuori tema o inutile” e infine “ingiudicabile”, categoria in cui si spera non debba mai finire il proprio sito. La vitalità prende in considerazione anche la freschezza e l’aggiornamento di un contenuto: se è più vecchio di quattro mesi, non può essere indicato come vitale. Anche i siti trash sono classificati a seconda dei loro contenuti: “non è spam”, “forse è spam”, “spam”, ma anche “porno” e “sito malevolo”. Quella contro lo spamming e le link factories, gli agglomerati di blog e siti creati e aggiornati da programmi automatici che si linkano reciprocamente (i collegamenti ipertestuali sono uno dei fattori che pesano nell’indice di PageRank), è una delle battaglie quotidiane di Google.
LA QUALITA - Ma la rilevanza non è l’unica caratteristica che i “valutatori” casalinghi di Google devono stimare. C’è infatti anche la Page Quality, la qualità di una pagina, che si collega indirettamente alla considerazione goduta da un sito. “Che tipo di reputazione ha?”, si deve chiedere il rater. Negativa o malevola? Mista? Positiva? Non ci sono informazioni al riguardo? “La ricerca sulla reputazione nella valutazione della qualità di una pagina è molto importante. Una reputazione positiva e consensuale da parte degli esperti è ciò che distingue una pagina di altissima qualità…”. Chi siano però questi esperti e come siano individuati non è chiaro.
IL LAVORO IN OUTSOURCING - È anche vero che in dichiarazioni rilasciate in passato, Google ha smentito il fatto che i raters possano cambiare direttamente il posizionamento di un indirizzo web nei suoi risultati. Il loro lavoro sarebbe di valutare i cambiamenti prodotti da modifiche all’algoritmo, come una specie di focus group. Non si sa nemmeno quanti siano esattamente questi lavoratori: Google, che si è costruita l’immagine di azienda puntellata sulla matematica, non ama parlare di loro, anche perché a impiegarli sono società terze, come Leapforce e Lionbridge. Per diventare Quality Rater bisogna poi passare un test non facilissimo, almeno secondo alcuni resoconti, e anche dopo il proprio lavoro viene continuamente valutato. In quanto alla paga, si dovrebbe aggirare, secondo the Search Engine Land, sugli 11 euro all’ora.
Carola Frediani30 novembre 2012 | 17:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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