Le modifiche alle politiche sulla privacy di Facebook non saranno più sottoposte al voto degli utenti. Lo ha proposto il social network più famoso del mondo, pur sottolineando la sua intenzione di continuare a consentire ai propri membri di commentare gli aggiornamenti proposti. La principale azienda di social media del mondo ha spiegato in un post pubblicato sul proprio blog ufficiale mercoledì che l’attuale meccanismo di voto, che viene avviato solo al raggiungimento di un sufficiente quorum di commenti sulle novità proposte, si è trasformato in un sistema che enfatizza la quantità delle risposte piuttosto che la qualità della discussione.
Gli utenti tendono infatti a lasciare commenti di una o due parole per obiettare alle modifiche invece di risposte più approfondire. Facebook ha però indicato che continuerà a informare gli utenti delle ‘modifiche significative’ alla propria policy sulla privacy e sull’utilizzo dei dati personali, così come alle proprie dichiarazioni sui diritti e le responsabilità degli utenti. L’azienda manterrà inoltre il proprio periodo di sette giorni per i commenti e terrà in considerazione il feedback degli utenti.
‘Forniremo anche meccanismi aggiuntivi di notifica, tra cui le email, per informarvi di tali cambiamenti,’ ha scritto Elliot Schrage, vice-presidente delle comunicazioni, della politica pubblica e del marketing di Facebook, all’interno del suddetto post. Facebook consente ai propri utenti di votare sulle modifiche alla privacy fin dal 2009. Da allora, la società di Mark Zuckerberg è stata sottoposta ad un’offerta pubblica di azioni e la sua base di utenti è esplosa da circa 200 milioni a oltre un miliardo. Come previsto dal regolamento del 2009, i voti degli utenti contano solo se oltre il 30% degli utenti attivi su Facebook prendono parte alla votazione.
Questo non è accaduto in nessuno dei due casi in cui gli utenti sono stati chiamati a votare finora ed è improbabile che accadrà in futuro, dato che l’aumento sostanziale dei membri fa sì che tale quorum abbia raggiunto una cifra intorno ai 300 milioni di persone chiamate a partecipare per dare validità al referendum virtuale. Jules Polonetsky, direttore del forum per il futuro della privacy, un’associazione di Washington sponsorizzata dall’industria, ha definito il processo di votazione un ‘espreimento nobile’ che non ha però portato ad un dibattito informato. Facebook ha dichiarato nel giugno scorso la sua intenzione di rivalutare il modo migliore per raccogliere i pareri degli utenti sulle sue politiche.
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