mercoledì 21 novembre 2012

Il momento di Twitter


Più o meno un quarto di secolo fa fu una televisione, la Cnn, a cambiare le regole del gioco nel mondo dell’informazione, con il suo canale di news 24 ore al giorno. Oggi è il turno di un servizio digitale, Twitter, che con la forza e l’immediatezza dei suoi semplici 140 caratteri distribuiti nell’universo della comunicazione digitale sta rivoluzionando il sistema dell’informazione. 500 milioni di utenti attivi, in grado di generare 340 milioni di tweet ogni giorno. Non tutti i messaggi sono notizie, non tutti sono sensati o interessanti, com’è naturale visto che il servizio che Twitter offre è quello del microblogging, dando a tutti la possibilità di esprimersi in maniera immediata e condivisa su ogni possibile tema, argomento, sensazione, pensiero. Ma dal microblogging si è rapidissimamente passati al microgiornalismo: Twitter è oggi un agenzia di stampa che ha la gente comune come redattori, e se si ha un computer, un tablet o uno smartphone connessi è facile ricevere notizie in tempo reale, prima che qualsiasi possibile forma giornalistica codificata possa entrare in azione.

La notte elettorale americana ha provato, al di la di ogni ragionevole dubbio, che Twitter è la piattaforma più usata e popolare per comunicare e condividere in tempo reale gli eventi della vita pubblica, dalla politica alla cronaca, seguendo gli avvenimenti in assoluta diretta, senza mediazioni. «La tecnologia ha eliminato l’attrito tra tempo e spazio nel modo in cui comunichiamo. Sono cadute anche altre barriere: geopolitiche, psicologiche, d’immagine. Tutte artificiali. Il mondo della comunicazione senza barriere significa che cinque anni fa non avrei potuto parlare con molte delle persone con cui posso parlare adesso. Prima avevo una singola informazione filtrata, ora ne ho molte dirette. E senza barriere artificiali, con l’immediatezza arriva anche l’emozione», sottolinea uno dei fondatori di Twitter, Dick Costolo. Ed è vero. Basta pensare alla foto dell’abbraccio con la moglie Michelle twittata da Obama dopo la vittoria. Politica, comunicazione, immagine, sentimento, tutto insieme in un unico segnale digitale mandato in diretta in tutto il mondo contemporaneamente con un singolo “cinguettio”.

31 milioni di tweet nella notte elettorale sono una cifra estremamente rilevante. Dimostrano che il servizio negli Usa ha ampiamente superato la soglia critica, che il suo uso è ormai entrato nel “mainstream”, che non solo chi si sente “up to date” usa i 140 caratteri, ma anche la gente comune, le persone “non digitali”, i cittadini. Sicuramente sono cittadini ai quali piace essere informati, che amano discutere, condividere passioni e opinioni, gente che voleva partecipare alla conversazione politica che stava coinvolgendo la nazione americana, ma non sono gli stessi che fino a poco tempo fa compravano i giornali o seguivano la tv, sono un misto transgenerazionale, giovani e anziani, di ogni classe sociale, persone che hanno in tasca un cellulare o nelle mani un tablet: «Fin dall’inizio abbiamo capito che lo spazio offerto dalla comunicazione mobile era enorme», sottolinea un altro dei fondatori di Twitter, Biz Stone, «Ci sono quattro miliardi di persone con telefoni portatili e tutti, potenzialmente, possono collegarsi a Twitter, tutti mandano o ricevono sms, sanno come fare, ne conoscono il linguaggio. La forza di un tweet, a differenza di un sms, è che non va a una sola persona, ma va dovunque, sul web e sui cellulari, chi lo usa ha a disposizione una piattaforma straordinaria e la usa».

Uno dei grandi successi di Twitter nella notte elettorale americana è stato quello di non avere nessuna interruzione del servizio nonostante l’aumento verticale del traffico sui server. Il messaggio per il quale il sistema era “over capacity” e quindi non disponibile non è mai comparso sugli schermi degliutenti e per Doug Bowman, uno dei direttori di Twitter è stata la dimostrazione che anche la spina dorsale tecnica di Twitter è oggi all’altezza del compito che il servizio ha davanti, quello di diventare, al di la dei numeri, dei successi, la piattaforma ideale per l’informazione in diretta, uno strumento che può essere usato in ogni parte del mondo allo stesso modo. «Sapevamo che la chiave di volta di Twitter era l’immediatezza, che il nostro sistema sarebbe stato usato anche in occasioni come questa, e inizialmente non avevamo pensato alle implicazioni politiche che questo avrebbe potuto avere», ha detto ancora Stone, «Credo che abbia aperto la frontiera della democratizzazione dell’informazione e quello che stiamo vedendo accadere in questi giorni in Iran è solo l’inizio. Non è la tecnologia ad essere importante ma il modo in cui la gente la usa, il motivo per cui ne ha bisogno. La gente vuole sapere quello che accade, vuole poter raccontare quello che vede».


Scritto mercoledì, 21 novembre 2012 alle 18:06 nella categoria Blog, Internet & Tv, Tecno. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0





Nessun commento:

Posta un commento